14/02/17

La Conversione nella Chiesa dell'Uomo


La lingua sottesa al potere terreno è la magia nera, con i suoi tristissimi corollari di abusi fisici e psichici su animali ed esseri umani. La Chiesa di Roma non fa eccezione. 

Secondo molte fonti autorevoli infatti, il 29 Giugno del 1963, (festa dei Ss. Pietro e Paolo) fu celebrata in sincrono una messa nera in due località, in una cappella a Charleston (USA) e nella Cappella paolina in Vaticano. A presenziare l’allora Pontefice Paolo VI, proprio colui che ebbe a dire: ‘Attraverso qualche fessura il fumo di Satana è entrato nella Chiesa’, con la tipica dualità di senso e d’azione luciferina.


Lo scopo era l’intronizzazione del principe Lucifero nell’ambito della Chiesa di Roma. I partecipanti erano numerose alte cariche vaticane ed una folta rappresentanza del potere laico internazionale. Esistono addirittura dettagliate descrizioni del rituale messo in opera che, al di la della curiosità morbosa, offrono un decalogo esauriente della simbologia e della ritualità satanica operante.


Possiamo solo ipotizzare che tutte le istituzioni terrene (emanazioni comunque di un potere verticistico) siano solo stadi intermedi di un unico sistema di controllo globale, di origine lontanissima? Possiamo intravvedere un’origine luciferina in tutti i sistemi di controllo dell’umanità? Possiamo infine concepire il nuovo ordine mondiale come l’obiettivo agognato dai satanisti (avversarsi dell’uomo) di imporre il controllo definitivo dell’umanità unificando tutti i sistemi in un’unica sede?


Chi evocano i diletti oscuri? Perché ne declamano il nome? Come fanno a essere presenti ovunque, in modo sempre più sfacciato, senza che nessuno se ne curi? Il tempo della rivelazione finale è vicino? Esista una schiera opposta? Perché tanto mistero ed esoterismo?


Immaginiamo allora che la luce di satana sia solo una debole fiammella di fronte all’insondabile grandezza di quella divina. E’ solo la paura che li costringe a muovere nell’ombra? E’ questa la grande battaglia in corso dei nostri tempi?

Ci limitiamo a porre interrogativi su di un vastissimo ambiente oscuro nel quale non abbiamo nessuna voglia di entrare. Possiamo solo osservare notevolissime analogie tra la demonologia e la parte più introspettiva ed accurata dell’ufologia, indicando un ultimo interrogativo, prelevato da una notevolissima opera letteraria di Corrado Malanga: ‘Alieni o Demoni’?

7 commenti:

  1. interessantissimo articolo e il link di supporto...in fondo, come notò l’acuto J. Baines, il sapiens, nel realizzare la sua lotta inclemente per l’esistenza, rilascia dal suo peculiare apparato emozionale determinate sostanze immateriali o, più propriamente, sensibili frequenze vibrazionali e, potremmo anche dire, come una sorta di “distillato emozionale" condito da particolari fervori psichici che, se adeguatamente canalizzati (manipolati) al momento della loro elaborazione mediante un appropriato, quanto involuto, supporto simbolico, allegorico e dunque rituale, accrescerebbero la radianza vitale di un influsso straordinario sulle malevoli e parassitarie entità intelligenti, incorporee e preesistenti all'esistenza umana stessa.
    Gli Arconti attingono a tali umori impalpabili, il loro nutrimento spogliando l’uomo della sua effettiva possibilità di rendersi migliore a se stesso. Dovremmo ritenere qualsiasi rito d’ingraziamento, qualsiasi prece o supplica come le residue estensioni, (il più delle volte inconsapevoli) anche se "chiarificate" delle stesse “messe nere”. Non importa s’invochi la Madonna o Cristo o San Gennaro o Manitù, tali personificazioni fungerebbero unicamente da “traduttori vibrazionali” se vissuti come dispensatori di Bene o Grazia a richiesta.
    L’invocante, mediante un rapporto interiore di completa subordinanza scarica se stesso, ovvero, riversa inaccortamente la potenziale qualità della sua “quintessenza aurifera” nell’immagine del “traduttore emblematico” di turno, sia esso Cristo o Allah o Krishna poco importerebbe. Ciò che importa invece è che tali raffigurazioni cultuali catalizzano dell’uomo una fondamentale quanto segreta possibilità…anzi, questa è La nostra Possibilità per eccellenza e massimamente inespressa del nostro potenziale cosmico. Ogni immagine divina sarebbe da ritenere fallace se strumentalizzata da una gerarchia involuta che insegna ai propri adepti di “pregare per ottenere”, di “genuflettersi per ingraziarsi”. Quanto poi al satanismo compiaciuto, essendo questa una circostanza talmente disprezzabile, mi sembra superfluo ora ogni considerazione se non prendere atto di ciò che il link in quest'articolo riporta.
    Il potenziale simbolico che noi siamo, poiché l'uomo è simbolo, è vero che si attiva attraverso un definito percorso interiore di accresciuta consapevolezza, ma se ciò è trascurato o convogliato malamente allora cadiamo strumentalizzati da forze contrarie alla nostra piena “ideazione”. Dietro al crocifisso non c’è il figlio di dio ma un Arconte parassita che catalizza la speranza. Per questo il gesuita Frixeido scrive nel suo “difensiamoci dagli dèi” : “non dobbiamo invocare nessuno. Non invochiamo nessuno al fine di adorarlo. Non prostriamoci davanti a nessun dio-persona né davanti a nessun dio-cosa per rendergli culto o per celebrare riti”.

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  2. Qualsiasi culto o rito. Se una qualsiasi divinità ha bisogno della nostra sottomissione allora non è divina ma un fantasma, un raffinato vampiro cosmico. La strumentalizzazione di emblemi in sé puri è nota presso le scuole sapienziali di ogni dottrina. Un conto è l’agire retto, coerente, discreto e amorevole per la realtà circostante, un'altra cosa è la bassa santeria o le diverse “disarticolazioni emotive” causate dalla pratica di una mistica morbosa estremamente deleteria. La “disciplina felice” impara a rispettare il mistero divino internato nell’uomo e riflesso nei ritmi naturali, spiritualizza i venti e la luce poiché intuisce l’identità geniale di un “creato” ciclicamente oscillante tra l’ascesa e la caduta. Per questa via si spiegherebbe l’impura solidità storica del Vaticano, il quale ben prima di Paolo VI alloggiava dentro di sé “entità malevoli”, non dico dai primi secoli del cristianesimo perché ciò sarebbe fin troppo ovvio, ma, purtroppo e a malincuore, si deve ritenere, quel luogo infestato fin dalla sua remota fondazione pelasgica. Collocandosi questa approssimativamente intorno al mille avanti Cristo e dunque in un Età storica già avanzata nell’equivoco metafisico predisposto dall’attuale yuga.
    Un saluto

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    1. I commenti (integrazioni necessarie) a cui anelavo. Grazie Giovanni.
      L'attingere alla pura energia umana è una costante indiscussa della storia relativamente recente dell'umanità. L'evocazione, l'invocazione e la sottomissione sono proprio gli indici di una finalità parassitaria. Accolgo quindi il tuo invito alla 'disciplina felice' con simpatia e serenità. Grazie ancora

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    2. "difendiamoci dagli dei" quanto ho tribolato per reperire questo libro. L'evoluzione estetica di cui parla ci metterebbe al riparo da tanta parte del pericolo di cadere vittime inconsapevoli dei parassitismi accennati. e sarebbe così naturalmente semplice. Ringrazio per l'articolo e per il commento. Carla

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    3. sul web si trova da tempo un compendio del libro originale:

      http://digilander.libero.it/divinasapienza/Difendiamoci%20dagli%20Dei.pdf

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    1. Qui si può ordinare il libro:
      https://www.macrolibrarsi.it/libri/__difendiamoci-dagli-dei-salvador-freixedo-libro.php
      ciao

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