08/03/17

Corporation Rising


Le Nazioni sono state condotte al fallimento. La California per esempio è fallita nel 2010, l’Italia nel 2012. Ufficialmente è solo la Grecia ad essere tecnicamente fallita ma lo sono in realtà tutti gli stati nazionali, tranne quelli che hanno rifiutato il giogo truffaldino del debito pubblico.

L’Italia, ad esempio, è stata già commissariata dall’algido Monti che ha imposto un impoverimento generalizzato, perdita di diritti fondamentali ed ha avviato la procedura di riscossione tramite una tassazione brutale ed un taglio disumano ai servizi.


Il fine ultimo di questo massacro sociale è il passaggio di mano epocale del controllo integrato del territorio (e quindi dei suoi abitanti) dalle nazioni alle corporation private.

Già il frammassone Berlusconi ha incarnato l’intervento micidiale dell’impresa privata nella cosa pubblica. Ad un’etica sociale si sostituisce la logica del profitto ('azienda Italia', ricordate?), all’elevazione spirituale dei suoi abitanti veniva sostituita l’efficienza aziendale delle 3 ‘i’: inglese (la lingua dei padroni), internet (la trappola dei padroni), impresa (la dimora dei padroni).


In futuro quindi gli stati nazionali verranno sostituiti dalle corporation che imporranno la loro logica del profitto, la divisione in caste (in base al censo), finalità disumane, stolte, becere ed immorali.

Il tutto verrà proposto come la panacea di tutti i mali, con il benestare della residua classe politica già da tempo annichilita (ecco a cosa è servita 'Mani Pulite' e poi il pernicioso avvento del Mov. 5 stalle e di Renzi). Demonizzare la casta politica è stato un passo propedeutico per la sua definitiva destituzione.

Il privato si sostituisce al pubblico, dove il pubblico ha fallito. Peccato che a farlo fallire sia stato proprio il privato, quelle banche sataniste in mano a poche famiglie sataniste che se ne fregano dell’essere umano e che anelano un orrido futuro cibernetico a loro esclusivo uso e consumo.
  

Prepariamoci a vivere in un immenso centro commerciale dove tutto è controllato, prezzato, svilito, sterilizzato. Dove l'essere umano è solo uno degli elementi del sistema e neanche il più importante, dove albergano spazi luminosi e lindi accanto a cavedi oscuri, infami e maleodoranti.

6 commenti:

  1. Condivido l'articolo nella sua interezza . Denuncia correttamente "..l'intervento ... dell'impresa privata nella cosa pubblica...", "...un'etica sociale a cui si sostituisce la logica del profitto..." e ancora " all'elevazione spirituale .. veniva sostituita l'efficienza aziendale..." "demonizzare la casta politica... per la sua destituzione..". Verissimo.

    Mantengo il convincimento che se non si acquisiscono gli strumenti di decodifica si può correre il rischio di arrestarsi, per esempio, proprio alla demonizzazione della casta politica senza riuscire a individuare il livello successivo.
    Intendo dire che la classe politica non è oggetto di demonizzazione nel senso di una retorica ideologica fatta di disinformazione o alterazione di fatti. E' esattamente ed essenzialmente moralmente e diffusamente riprovevole.
    Questo è smascheramento non demonizzazione e mi pare passaggio necessario e indispensabile nella direzione della consapevolezza. Il problema è riuscire a individuare come anche tutto questo oggi sia parte di un disegno più ampio, inserito nella progressività dell'azione manipolativa, funzionale alla distrazione dell'attenzione.

    In questo senso continuo a ritenere che la lettura di fattispecie con strumenti decodifcatori e quindi anticipatori di quali potrebbero essere i veri obiettivi sia preziosa.
    Carla
    Contribuire a rendere esplicito l'insieme di circostanze in cui si verifica un atto comunicativo è imprescindibile.

    Non mi sembra proprio che si tratti di amplificare le gesta di tali soggetti o di farsi irretire da codici malevoli, come mi rispondevi ad un precedente commento, ma di collezionare pezzi per orientarsi in un puzzle.
    E scegliere. Se essere collaborativi o non collaborativi, scegliere interlocutori, comportamenti, nella dimensione temporale che ci è propria.
    Condividiamo un istinto di sopravvivenza che è legato al "discorso" quale arte dialogica che ci arricchisce e ci apre gli occhi nella misura in cui scegliamo che ciò avvenga, attraverso una interazione, relazioni che diventano indispensabili alla nostra individuazione, anche se potrebbe apparire paradossale perché il rischio di una tautologia rimane sempre in agguato

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    1. La casta politica si è interrata da sola, eppure in ogni contesto istituzionale di ogni dove possiamo scorgervi favoritismi, ruberie, clientele. Anche le corporation minacciano, comprano, corrompono, falsificano bilanci.
      Eppure alle corporation tutto è concesso perché adorano il dio solare del denaro.
      Il nostro futuro è cibernetico e transumano. E' un luogo temporale nel quale la possibilità sarà ridotta a quasi zero, l'imprevedibilità al lumicino, la creatività sarà imbrigliata ed utilizzata per fini commerciali.
      Nella Gran Bretagna della seconda metà dell'ottocento ci sono già tutti i semi del nostro presente. Gli integrati della scuola di Glasgow ed i preraffaelliti apocalittici. Inutile dire che abbia vinto la posta in gioco. Sempre nella Gran Bretagna hanno avuto sede le grandi logge occulte del satanismo contemporaneo. Allora tutto era possibile. Oggi, temo non lo sia più. Continuiamo ad osservare, dedurre (per quanti sia possibile), scambiare informazioni. Cos'altro possiamo fare? Ciao e grazie per i tuoi sempre graditi commenti.

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  2. Io credo la realtá sia bipolare e per quanto si cerchi di spingere il fiume in una direzione poi finisce sempre
    fuori controllo. Ad una spinta ne corrisponde una contraria di ugual potenza (lo yin e lo yang taoisti). Per quanto forze malevole si impegnino in scopi terrificanti non possono uscire, dicono sempre i taosti, dalla dualità che governa i 10000 esseri tra cielo e terra. Io la credo la questione sia in questi termini e se magari nell arco della mia vita dovro respirare tutti giorni mondezza credo che prima o poi, a chi me la sganciata in faccia giorno e notte, gli tornerà indietro come un bolmerang (cit. zucchero). Forse è la speranza di un debole o forse è una pesante verità

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    1. Si, lo spero anch'io. Al male deve corrispondere un bene ma quelli la non lo sanno ancora.

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